Un Vescovo che ha nel cuore una Chiesa...

 

... vicina ai poveri.

Un vescovo che ha nel cuore una Chiesa vicina ai poveri. Il nuovo presule di Como, monsignor Oscar Cantoni, domenica 27 novembre scorso, giorno del suo ingresso ufficiale in Diocesi, prima della sua celebrazione in Cattedrale ha voluto incontrare gli anziani e i migranti nella nostra Casa Divina Provvidenza, luogo simbolo della carità nella città di Como.
Pastore di grande umanità, ha chiesto di non essere chiamato «Eccellenza», ma «Padre».
Verso le 11.00 un lungo applauso ha salutato il suo arrivo nel Santuario del Sacro Cuore, di fronte alle urne di San Luigi Guanella e della Beata Chiara Bosatta, dove ha sostato un attimo in silenziosa preghiera. Don Marco Grega, superiore provinciale dei Servi della Carità lo ha salutato calorosamente con poche parole ma dense di gioia e commozione: «Carissimo Padre Vescovo Oscar, la sua scelta di muovere i suoi primi passi di Vescovo di Como incontrando le persone che vivono l’esperienza della malattia, della solitudine e dell’emarginazione qui nel Santuario del Sacro Cuore è per noi il segno della vicinanza del suo cuore di Pastore e Padre di questa Chiesa di Como al Cuore di Gesù, condividendo la sua predilezione per i poveri, gli ammalati, i piccoli. Grazie Vescovo Oscar di questa sua scelta, perché è un richiamo forte a tutti noi che la carità sta al centro della missione della Chiesa, che l’attenzione agli ultimi, ai poveri, a chi nella vita rimane più indietro non è una moda o la passione di alcuni nella Chiesa, ma è il cuore del Vangelo stesso.
Il nostro tempo è fortemente provocato da tentazioni di difesa e di chiusura di fronte a bisogni e necessità che si presentano in forme e misura forse mai sperimentate fino ad ora, la nostra città, questa stessa nostra opera, è continuamente sollecitata nella sua capacità di accoglienza.
Nell’accoglierla oggi come Pastore le chiediamo di esserci maestro e guida nell’essere Chiesa che rivela al mondo il volto e il cuore di Dio. Don Guanella volle questo Santuario come centro e anima della sua Opera di carità, con lui qui è venerata anche la Beata Suor Chiara Bosatta, sono Santi, che insieme a Suor Giovannina Franchi, fanno parte della storia della Chiesa di Como e ne esprimono la vivacità e la santità, indicandoci la via evangelica dell’unico precetto dell’amore di Dio e del prossimo. Alla loro intercessione vogliamo affidare l’inizio del suo ministero episcopale che tutti noi accompagniamo con affetto e nella preghiera».
Al discorso di benvenuto di don Marco, hanno fatto seguito le parole di un’ospite della Casa di Riposo “Don Guanella”, che ha portato il suo saluto a nome degli anziani e degli operatori della RSA: «Benvenuto don Oscar, la sua visita di oggi e il suo arrivo nella nostra diocesi offrono speranza e gioia ai cuori di tanti fratelli e sorelle che ogni giorno vivono nel dolore della malattia, nelle sofferenze e nell'emarginazione sociale e che incontrano nella quotidianità la misericordia di Dio… Noi anziani ed operatori della struttura intitolata a San Luigi Guanella l'abbracciamo e le promettiamo che le saremo vicini con la nostra preghiera nello svolgimento della sua missione. Ci auguriamo con tutto il cuore di rivederla presto!».
«Il vescovo deve insegnare il Vangelo mettendolo in pratica – ha detto mons. Cantoni. Il Vangelo dà priorità ai piccoli e ai poveri, perciò noi dobbiamo mettere al centro del nostro cuore i più poveri e i più deboli, facendo in modo che non si sentano mai ai margini della società, ma siano accolti con benevolenza e sollecitudine. In questo seguiamo le orme di don Guanella e suor Chiara, grandi santi della carità della nostra Chiesa di Como. Ci muoviamo all’interno di una bella e grande tradizione di carità che voglio continuare e sviluppare! Per tutti voi sia uno speciale augurio di pace e serenità, insieme con la mia benedizione, una carezza che il Signore vi dà attraverso di me. Un abbraccio e una carezza a tutti». L’intenso momento è terminato formalmente con la recita del Padre nostro perché «siamo tutti fratelli», ma si è prolungato più di quanto stabilito dalla rigida agenda del giorno, perché il Vescovo non si è sottratto ai tanti ospiti che lo andavano a salutare, che volevano incontralo e scambiare una battuta con lui. Mons. Cantoni, visibilmente commosso da una tale accoglienza, non si stancava di sorridere, stringere mani, abbracciare, accarezzare, incoraggiare i nostri anziani e i nostri operatori, con grande cordialità e disponibilità.
Poi è stato il momento del pranzo nel salone arcobaleno con gli ospiti dei servizi Caritas, i senza fissa dimora, i profughi. Dopo il saluto di Roberto Bernasconi, direttore della Caritas Diocesana, (che ha ringraziato il vescovo perché ha voluto iniziare il suo ministero tra quella parte di persone «che non troverà mai sedute in prima fila nelle occasioni ufficiali»), è stata la volta della testimonianza di Tapha Nije, originario del Gambia, in rappresentanza dei migranti. Il Vescovo ha espresso la sua gioia nell’essere con loro: «Sono molto lieto di essere qui a pranzare con voi, perché voi siete molto preziosi agli occhi di Dio, ai miei occhi e a quelli di tutta la Chiesa. È il Signore che vi manda per insegnare a noi ad essere accoglienti, attenti al dolore e alle sofferenze del nostro prossimo. Oggi, qui, avete ancora una volta la prova che non siete soli, ma ci sono tanti volontari, operatori, amici che sono accanto a voi, che vi accolgono con tenerezza di fratelli. Questo è lo stile di Gesù».


Silvia Fasana