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Area Pastorale

«La risurrezione del Signore è la nostra speranza» (Agostino, Sermo 261, 1)

In effetti, una delle domande che più angustiano l’esistenza dell’uomo è proprio questa: che cosa c’è dopo la morte? la solennità odierna ci permette di rispondere che la morte non ha l’ultima parola, perché a trionfare alla fine è la Vita. Questa certezza non si fonda su semplici ragionamenti umani, bensì su uno storico dato di fede: Gesù Cristo, crocifisso e sepolto, è risorto con il suo corpo glorioso.
Dall’alba di Pasqua una nuova primavera di speranza investe il mondo; da quel giorno la nostra risurrezione è già cominciata, perché la Pasqua non segna semplicemente un momento della storia, ma l’avvio di una nuova condizione: Gesù è risorto non perché la sua memoria resti viva nel cuore dei suoi discepoli, bensì perché Egli stesso viva in noi e in Lui possiamo già gustare la gioia della vita eterna.

La risurrezione pertanto non è una teoria, ma una realtà storica.

Non è un mito né un sogno, non è una visione né un’utopia, non è una favola, ma un evento unico ed irripetibile: Gesù di Nazareth, figlio di Maria, che al tramonto del Venerdì è stato deposto dalla croce e sepolto, ha lasciato vittorioso la tomba. Infatti all’alba del primo giorno dopo il sabato, Pietro e Giovanni hanno trovato la tomba vuota. Maddalena e le altre donne hanno incontrato Gesù risorto; lo hanno riconosciuto anche i due discepoli di Emmaus allo spezzare il pane; il Risorto è apparso agli Apostoli la sera nel Cenacolo e quindi a molti altri discepoli in Galilea.

Nel mattino di Pasqua tutto si è rinnovato. «Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello: il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa» (Sequenza pasquale). Questa è la novità! Una novità che cambia l’esistenza di chi l’accoglie, Resurrectio Domini, spes nostra! La risurrezione di Cristo è la nostra speranza!

Oggi la Chiesa canta «il giorno che ha fatto il Signore» ed invita alla gioia.

La Comunità religiosa

I “Luoghi Santi”

Forse non tutti sanno che una delle caratteristiche particolari del nostro Santuario è quella di contenere la copia di alcuni dei luoghi santi della Palestina. Fu proprio don Guanella a volerne la riproduzione, su progetto dell’architetto romano Aristide Leonori, in occasione dei lavori dell’ampliamento della chiesa del 1913-1915, prendendo come modello quanto aveva visto nel Santuario del Santo Sepolcro a Washington in occasione del suo viaggio in America.
Nel maggio 1915 Leonori cominciò a realizzare, sulla parete di fondo della chiesa ampliata, il Calvario nella parte superiore e l’edicola del Santo Sepolcro in quella inferiore, collegate da due scale laterali. Il progetto originale prevedeva anche la riproduzione delle grotte di Betlemme e di Nazareth nelle due braccia del transetto, però mai compiute per l’inizio della guerra e la sopraggiunta morte di don Guanella.

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Una cerimonia intensa e gioiosa ha accompagnato la solenne Professione Religiosa Perpetua di tre giovani nella Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza

Si è svolta sabato 22 febbraio scorso a Como, nel Santuario del Sacro Cuore, alla presenza della Vicaria Generale, suor Neuza Giordani e del Vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni.

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«Ecce ancilla Domini»

Il 25 marzo ricorre la solennità dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.
L’Annunciazione, narrata all’inizio del Vangelo di san Luca, è un avvenimento umile, nascosto – nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria –, ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità.
Quando la Vergine disse il suo «sì» all’annuncio dell’Angelo, Gesù fu concepito e con Lui incominciò la nuova era della storia, che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua come «nuova ed eterna Alleanza». In realtà, il «sì» di Maria è il riflesso perfetto di quello di Cristo stesso quando entrò nel mondo, come scrive la Lettera agli Ebrei interpretando il Salmo 39: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per compiere, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,7).

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