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Area Pastorale

Quest'anno sarà un Natale diverso? No.

Si sente ormai da giorni ripetere che sarà un Natale diverso. In che senso?
Non è una domanda filosofica o retorica: è una domanda che dovremmo educarci a porci più spesso. Non è un Natale diverso in quanto la festa della nascita di Gesù si celebra anche quest’anno come da 2000 anni si è sempre fatto. In nessun periodo della storia dell’umanità la Chiesa ha smesso di celebrare e vivere i misteri della fede.
Sono cambiate le modalità esteriori; possono mutare le tradizioni umane e le consuetudini, ma mai il contenuto di fede. Anzi senza le espressioni esteriori che potevano distrarre, quest’anno, anche se mossi da ragioni davvero drammatiche, siamo richiamati a riscoprire il vero senso del Natale.
Questo probabile cambio esteriore nel vivere le feste, può essere colto come un ostacolo alle consuetudini, oppure una opportunità. Ogni fatica, ogni sofferenza può essere un’opportunità per approfondire e riscoprire aspetti che nel tempo abbiamo dimenticato o accantonato. Quest’anno sarà possibile capire se contano di più le mie idee riguardo al Natale o ciò che è il Natale.
Vivendo una situazione difficile come questa, determinata dal Corona virus, non posso non chiedermi “Cosa mi salva?”.  Ritengo che anche questa domanda non sia retorica o ridondante. Sento la paura del contagio, della malattia e della morte. Sento la paura di non rivedere i miei cari, di non poter star con loro. Nella nostra RSA vediamo tutto questo. Perciò questa seconda domanda è sensata in quanto reale.

Propongo una risposta, propongo la risposta della Chiesa che risuona e si può incontrare: «Gesù è presente qui e ora: qui e ora! Emmanuel. Tutto deriva di qui; tutto deriva di qui, perché tutto cambia. La presenza di Cristo, nella normalità del vivere, implica sempre di più il battito del cuore: la commozione della Sua presenza diventa commozione nella vita quotidiana. Realmente, è come se si profilasse un altro mondo, un altro mondo in questo mondo».
Laddove il corona virus non uccide solo i morti ma anche i vivi, perché li uccide di paura, di ansia, di angoscia, di panico, di incertezze, annuncio che Egli è qui e per Lui tutto cambia. Posso prendere questa notizia come un ostacolo o come un’opportunità inaspettata ma reale.

Buon e Santo Natale.

 

don Marco Maesani

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