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Area Pastorale

«HO DOVUTO PENSARE A DON GUANELLA»

Nei giorni scorsi è giunta alla Direzione della Casa Divina Provvidenza e del Santuario Sacro Cuore a Como, dove è custodito il corpo di san Luigi Guanella, la seguente mail. È una testimonianza semplice che i Santi ci sono vicini, che accolgono le nostre preghiere e intercedono presso Dio per noi al di là della nostra consapevolezza o intenzione. I Santi trovano strade segrete per stare accanto agli uomini nel bisogno. Questo racconto, lineare e sincero, documenta un miracolo piccolo e personale che, quando viene raccontato, dà l'impressione di essere fatto solo di coincidenze o inezie ed invece tocca una vita in modo profondo e forse indelebile.


10 novembre 2020

Mi chiamo Mariastella Maruca.
    Vi scrivo perché oggi ho trovato una immaginetta del santo Guanella, che custodiva una mia cara zia deceduta il 14 ottobre 2020. Proprio oggi, prima di questa felice scoperta, ho scritto una lettera a un bambino, al quale ho regalato un libro su don Guanella raccontandogli ciò che è avvenuto nel giorno della sua nascita.
    Io non ho documentazione medica per dimostrarvi quanto sto per scrivere, ma solo il racconto di ciò che è capitato e la mia fede di cristiana che, quando vive situazioni come questa, non può non ringraziare Dio di come si manifesta nelle nostre vite, donandoci santi e beati ai quali rivolgerci.

    Il 24 ottobre scorso mi trovavo con mio marito a Torre Canne in provincia di Brindisi, dove con il camper usiamo solitamente andare quasi ogni fine settimana. Quella mattina ricevo una telefonata da una mia amica camperista, la quale mi dice di non potermi raggiungere perché è nato suo nipote Giuseppe che aveva una malformazione fisica e quindi doveva essere urgentemente operato. Il piccolo era nato con una grave deformazione all'intestino retto.
    Nel pomeriggio alle 17.30 vado nella chiesetta di Torre Canne per partecipare alla S. Messa e lì trovo tanta gente in festa per la ricorrenza liturgica di san Luigi Guanella; faccio mente locale e mi ricordo che proprio lì, come a Bari mia città, c’è l’Opera Don Guanella. Durante la funzione il sacerdote racconta brevemente la storia del Santo che io non conoscevo e con mio stupore apprendo che aveva dedicato la sua vita agli ultimi, agli anziani, agli emarginati e ai bambini abbandonati per malformazioni fisiche. Il sacerdote sottolinea che don Guanella si occupava anche dei bambini con lievi malformazioni, oggi risolvibili, ma che alla sua epoca erano senza soluzione perché mancava la scienza medica. Istintivamente guardo il grande quadro del san Luigi Guanella posto sull’altare e affido a Lui in preghiera il piccolo Giuseppe.
    La mattina seguente chiamo la mia amica per sapere come fosse andato l’intervento e lei mi dice che lo avevano rimandato perché nell'apparato intestinale di Giuseppe era apparso un piccolo orifizio che permetteva l'evacuazione in modo abbastanza regolare.  Io non mi sono sbalordita della notizia perché, in molte situazioni della mia vita, Dio mi ha dato prova della sua grandezza, ma non ho potuto non pensare a don Guanella e alla preghiera che gli avevo rivolto.
    Come vi ho scritto all’inizio della mia lettera, oggi dopo aver incartato un libro con la vita di san Luigi Guanella insieme a una lettera che ho scritto al piccolo Giuseppe per lasciargli memoria di quanto è avvenuto, ho trovato questa immaginetta di don Guanella, venuta fuori fra tante altre immaginette che la mia cara zia Ida conservava in un cofanetto. Questa cosa mi ha fatto pensare … per due motivi:
    Il primo è che non avevo mai visto l'immagine di questo Santo ed essa è saltata fuori, appena avevo scritto la lettera a Giuseppe con il libro. La seconda è stato l’invito sul retro di essa, di comunicare all’indirizzo indicato le grazie ricevute per intercessione di don Guanella. Io non credo né al caso né al destino, ma da cristiana credo al potere misericordioso di Dio e ai miracoli.
    Non ho le competenze da poter affermare che questo fatto sia una grazia o un miracolo; ho solo la fede che mi porta a capire che tutta questa storia ha qualcosa di divino, e che va oltre le competenze umane. Io non sono una devota del santo Guanella; quando ho qualche problema e ho bisogno di rivolgermi a un santo, invoco Padre Pio, ma da oggi ringrazierò sempre san Luigi per aver ascoltato la preghiera di una persona comune come me, che ha fede ma che sbaglia nel corso della vita come una comune peccatrice. Vi ringrazio per avermi dedicato il vostro tempo nella lettura di questa e-mail e non ve ne rubo altro. Non so se ho fatto bene a scrivervi, ma di impulso l’ho fatto anche perché non credo ci sia nulla di male nel raccontare un frammento della propria vita dove solo un cieco non riuscirebbe a vedere la grandezza di Dio.
Un caro saluto e un augurio di ogni bene.
Mara

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