«Ecce ancilla Domini»

Il 25 marzo ricorre la solennità dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.
L’Annunciazione, narrata all’inizio del Vangelo di san Luca, è un avvenimento umile, nascosto – nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria –, ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità.
Quando la Vergine disse il suo «sì» all’annuncio dell’Angelo, Gesù fu concepito e con Lui incominciò la nuova era della storia, che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua come «nuova ed eterna Alleanza». In realtà, il «sì» di Maria è il riflesso perfetto di quello di Cristo stesso quando entrò nel mondo, come scrive la Lettera agli Ebrei interpretando il Salmo 39: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per compiere, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,7).

L’obbedienza del Figlio si rispecchia nell’obbedienza della Madre e così, per l’incontro di questi due «sì», Dio ha potuto assumere un volto di uomo. Ecco perché l’Annunciazione è anche una festa cristologica, perché celebra un mistero centrale di Cristo: la sua Incarnazione.
«Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola».
La risposta di Maria all’Angelo si prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella storia, offrendo la propria disponibilità perché Dio possa continuare a visitare l’umanità con la sua misericordia. Il «sì» di Gesù e di Maria si rinnova così nel «sì» dei santi, specialmente dei martiri, che vengono uccisi a causa del Vangelo.
Maria non si ferma ad una prima comprensione superficiale di ciò che avviene nella sua vita, ma sa guardare in profondità, si lascia interpellare dagli eventi, li elabora, li discerne, e acquisita quella comprensione che solo la fede può garantire. È l’umiltà profonda della fede obbediente di Maria, che accoglie in sé anche ciò che non comprende dell’agire di Dio, lasciando che sia Dio ad aprirle la mente e il cuore. «Beata colei che ha creduto nell’adempimento della parola del Signore» (Lc 1,45), esclama la parente Elisabetta. È proprio per la sua fede che tutte le generazioni la chiameranno beata.