Venerdì 26 ottobre 2018 – giornata per i disabili (S. Messa ore 10:45)

"Chi  cammina  con  Dio  viaggia  lieto”: la frase di san Luigi Guanella ha accompagnato la celebrazione della festa del santo a Como con tutti i ragazzi disabili delle varie case dell’Opera don Guanella della provincia Sacro Cuore."


Celebrazione presieduta da Don Marco Grega, Superiore Provinciale, con tanti sacerdoti provenienti da diverse zone. All’inizio della celebrazione, come atto penitenziale, alcuni ospiti hanno portato uno zaino davanti all’altare, da cui man mano sono stati tolti degli oggetti che simboleggiavano dei vissuti, delle emozioni, delle situazioni che ci appesantiscono il viaggio e soprattutto lo rendono meno lieto.

Durante l’omelia si è svolta  una  particolare  rappresentazione  che  voleva  ricordare un episodio avvenuto a Menaggio in cui la carità di Don Luigi ha aiutato una famiglia a superare il momento difficile della morte della madre.

 

Il logo del centenario della morte di don Guanella riprende un monumento di Carlo Forzani, posto davanti alla chiesa di S. Gaetano a Milano, ispirato a un fatto della vita di don Guanella, testimoniato da Pietro Bedont, fondatore dell’Associazione Ex-Allievi della Casa “Divina Provvidenza” di Como, scomparso nel 1994. Bedont ci ha lasciato il racconto di questo episodio che lo vede diretto protagonista, testimonianza della sollecita e partecipe carità del “nostro” Santo, che sapeva commuoversi di fronte alle sofferenze dei suoi poveri. «Esce don Guanella una mattina di maggio dalla splendida villa ch’è chiamata ancor oggi l’ “Asilo degli Ulivi”… e si incammina pel viottolo sassoso di campagna che mena all’alta frazione di Sonenga. … Nella strada che ora s’allarga, fuor dell’uscio sconnesso di una casa, seduto a terra, un ometto grassottello sta impagliando una sedia… Il sacerdote si ferma ed osserva. E da l’uscio esce un ragazzo, una bambina, un altro ragazzo, un altro, un altro ancora. Allora le mani di don Guanella s’affondano come al solito nelle tasche ne trae un mentone e una medaglietta, un altro mentone e un’altra medaglietta. Si circonda di quei ragazzi; a uno prende il mento tra il pollice e l’indice: - Come ti chiami?; ad un altro serra il capo tra il braccio e il fianco: - Sei buono? …Dall’alta finestra spalancata al sole piovon frigniti e lamenti, piccoli urli e grida represse. Il più grande dei ragazzi, nove anni appena, dà risposta al muto interrogar del prete che ha gli occhi alzati e già un po’ umidi. - Mamma è malata, Pierino piange in culla e Antonio, piccolo piccolo, grida nel lettone accanto... - Altri due allora? - Sì, altri due che fan sette, con mamma inferma e papà che deve far tutto, pensare a tutto, perché la gente ci bada sì e no… tanto sono foresti.
Don Guanella sente e ascolta: il gran cuore si muove e sussulta… Ora il sacerdote è sceso… Ritorna dond’era venuto… Ed ecco dalla stradicciola del monte avanzar due donne vestite di nero, due suore che don Luigi ha mandato... Scopano e spolverano, riordinano ed accendono il focolare. I ragazzi son chiamati, lavati, rassettati: quante lacrime dagli occhi di mamma che vede i suoi due ultimi cullati al sonno. Sentinelle della carità non abbandoneranno tanto presto quella casa; la morte vi batte le tristi ore della fine. Mamma, dopo giorni d’angoscia e di strazi lancinanti, chiude gli occhi alla pace... Pochi giorni dopo… Antonio ha voluto andare colla mamma.
Don Guanella ritorna; all’ometto incupito batte una mano sulla spalla, e tutt’e due si trovano abbracciati nel pianto. Sulla soglia una suora ha sul braccio Pierino e gli altri cinque attorno ad ascoltare la storia. Quando il santo se ne va, la suora l’accompagna e con lei s’accompagnano cinque frugoli, ché l’anziano se l’è tenuto il babbo. Cresceranno questi cinque orfanelli nella casa di Como».

La celebrazione è stata animata da un coro con operatori ed ospiti di Fratta, Cassago e Nuova Olonio.

La giornata si è conclusa con un fantastico pranzo presso il Ristorante Brambilla a Lurago D’Erba, sempre molto gradito a tutti.

Una giornata di festa ricordando il fondatore, stando insieme, riscoprendoci uniti sotto lo stesso carisma per ricordare i doni che lui ci ha dato.

 

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