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Area Pastorale

Emergenza Covid-19: SOSTIENI LE CASE GUANELLIANE.

 

Fermarsi non si può...” direbbe anche oggi Don Guanella...


...con sguardo amorevole agli anziani nelle RSA, ai "buoni figli" dei nostri centri, ai giovani delle comunità, a chi bussa alla nostra porta, a ciascun operatore esempio di dedizione, professionalità e coraggio. Incoraggerebbe ciascuno di noi.

 

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Grazie perchè il supporto di Asci rappresenta una donazione preziosa, segno di unione, vicinanza e solidarietà da parte di compagni di strada importanti e su cui le nostre realtà sanno di poter contare. #ripariremoinsieme #fermarsinonsipuò.

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«La risurrezione del Signore è la nostra speranza» (Agostino, Sermo 261, 1)

In effetti, una delle domande che più angustiano l’esistenza dell’uomo è proprio questa: che cosa c’è dopo la morte? la solennità odierna ci permette di rispondere che la morte non ha l’ultima parola, perché a trionfare alla fine è la Vita. Questa certezza non si fonda su semplici ragionamenti umani, bensì su uno storico dato di fede: Gesù Cristo, crocifisso e sepolto, è risorto con il suo corpo glorioso.
Dall’alba di Pasqua una nuova primavera di speranza investe il mondo; da quel giorno la nostra risurrezione è già cominciata, perché la Pasqua non segna semplicemente un momento della storia, ma l’avvio di una nuova condizione: Gesù è risorto non perché la sua memoria resti viva nel cuore dei suoi discepoli, bensì perché Egli stesso viva in noi e in Lui possiamo già gustare la gioia della vita eterna.

La risurrezione pertanto non è una teoria, ma una realtà storica.

Non è un mito né un sogno, non è una visione né un’utopia, non è una favola, ma un evento unico ed irripetibile: Gesù di Nazareth, figlio di Maria, che al tramonto del Venerdì è stato deposto dalla croce e sepolto, ha lasciato vittorioso la tomba. Infatti all’alba del primo giorno dopo il sabato, Pietro e Giovanni hanno trovato la tomba vuota. Maddalena e le altre donne hanno incontrato Gesù risorto; lo hanno riconosciuto anche i due discepoli di Emmaus allo spezzare il pane; il Risorto è apparso agli Apostoli la sera nel Cenacolo e quindi a molti altri discepoli in Galilea.

Nel mattino di Pasqua tutto si è rinnovato. «Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello: il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa» (Sequenza pasquale). Questa è la novità! Una novità che cambia l’esistenza di chi l’accoglie, Resurrectio Domini, spes nostra! La risurrezione di Cristo è la nostra speranza!

Oggi la Chiesa canta «il giorno che ha fatto il Signore» ed invita alla gioia.

La Comunità religiosa

Maria nostra madre e sostegno

La tradizione cristiana da sempre dedica il mese di maggio alla Madonna e la celebra venerandola in molti modi significativi e assai diversi tra di loro.
Maggio è il mese quindi della vicinanza tenera ed affettuosa a Maria attraverso il Santo Rosario: questa grande preghiera ci unisce a Cristo, nostro unico Redentore e Salvatore, perché tutti i misteri ci portano alla contemplazione degli eventi della nostra salvezza.
Questo mese di maggio è assai diverso perché viviamo il tempo della pandemia universale che ha colpito assai duramente la comunità dei popoli della terra a tutte le latitudini: sofferenza, fatica, dolore, morte, ma anche guarigione e speranza di ricominciare; i nostri cari anziani sono le persone  più colpite dal morbo Covid 19 nella loro identità, ma sperimentano anche la solitudine dai loro cari, l’impossibilità di ricevere una parola, una carezza, un sorriso rassicurante e una vicinanza nel momento della loro entrata nel regno dei cieli.

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I “Luoghi Santi”

Forse non tutti sanno che una delle caratteristiche particolari del nostro Santuario è quella di contenere la copia di alcuni dei luoghi santi della Palestina. Fu proprio don Guanella a volerne la riproduzione, su progetto dell’architetto romano Aristide Leonori, in occasione dei lavori dell’ampliamento della chiesa del 1913-1915, prendendo come modello quanto aveva visto nel Santuario del Santo Sepolcro a Washington in occasione del suo viaggio in America.
Nel maggio 1915 Leonori cominciò a realizzare, sulla parete di fondo della chiesa ampliata, il Calvario nella parte superiore e l’edicola del Santo Sepolcro in quella inferiore, collegate da due scale laterali. Il progetto originale prevedeva anche la riproduzione delle grotte di Betlemme e di Nazareth nelle due braccia del transetto, però mai compiute per l’inizio della guerra e la sopraggiunta morte di don Guanella.

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"Conviene sempre fare un po' di carità: un povero soccorre l'altro e Dio benedice" - San Luigi Guanella