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Area Pastorale

Una cerimonia intensa e gioiosa ha accompagnato la solenne Professione Religiosa Perpetua di tre giovani nella Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza

Si è svolta sabato 22 febbraio scorso a Como, nel Santuario del Sacro Cuore, alla presenza della Vicaria Generale, suor Neuza Giordani e del Vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni.

Suor Arockia Rani Thanislas, suor Francy Maria Nirmala Jude e suor Lilly Flora Ambrose, tutte provenienti dall’India, nel corso di una cerimonia intensa e gioiosa hanno consacrato per sempre la loro vita a Dio, impegnandosi ad essere «per tutta la vita segni dell’amore provvidente del Padre», secondo l’insegnamento del Fondatore don Luigi Guanella. Nell’omelia mons. Cantoni così si è rivolto alle nuove suore: «Voi provenite da un paese lontano e certo la lontananza dalla famiglia e dal vostro ambiente di vita può esservi costosa, ma vi sentite pienamente inserite in una famiglia più grande, quella delle figlie di Santa Maria della Provvidenza, che vi hanno subito accolto come un grande dono del cielo. L'Italia è divenuta purtroppo una terra infeconda, tanto è difficile e raro imbattersi in giovani donne disposte a sacrificare la loro vita per Cristo e per i suoi fratelli più poveri. Così voi ci offrite un grande esempio con la generosità del vostro dono e non permettete che un'opera di Dio quale è il vostro Istituto possa venir meno».

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«Ecce ancilla Domini»

Il 25 marzo ricorre la solennità dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.
L’Annunciazione, narrata all’inizio del Vangelo di san Luca, è un avvenimento umile, nascosto – nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria –, ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità.
Quando la Vergine disse il suo «sì» all’annuncio dell’Angelo, Gesù fu concepito e con Lui incominciò la nuova era della storia, che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua come «nuova ed eterna Alleanza». In realtà, il «sì» di Maria è il riflesso perfetto di quello di Cristo stesso quando entrò nel mondo, come scrive la Lettera agli Ebrei interpretando il Salmo 39: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per compiere, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,7).
L’obbedienza del Figlio si rispecchia nell’obbedienza della Madre e così, per l’incontro di questi due «sì», Dio ha potuto assumere un volto di uomo. Ecco perché l’Annunciazione è anche una festa cristologica, perché celebra un mistero centrale di Cristo: la sua Incarnazione.
«Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola».
La risposta di Maria all’Angelo si prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella storia, offrendo la propria disponibilità perché Dio possa continuare a visitare l’umanità con la sua misericordia. Il «sì» di Gesù e di Maria si rinnova così nel «sì» dei santi, specialmente dei martiri, che vengono uccisi a causa del Vangelo.
Maria non si ferma ad una prima comprensione superficiale di ciò che avviene nella sua vita, ma sa guardare in profondità, si lascia interpellare dagli eventi, li elabora, li discerne, e acquisita quella comprensione che solo la fede può garantire. È l’umiltà profonda della fede obbediente di Maria, che accoglie in sé anche ciò che non comprende dell’agire di Dio, lasciando che sia Dio ad aprirle la mente e il cuore. «Beata colei che ha creduto nell’adempimento della parola del Signore» (Lc 1,45), esclama la parente Elisabetta. È proprio per la sua fede che tutte le generazioni la chiameranno beata.

Il saluto Guanelliano a madre Serena

Giovedì 9 gennaio, nella chiesa della Casa “Santa Maria della Provvidenza” di Lora, un gran numero di consorelle, confratelli, amici laici, hanno dato l’ultimo saluto a Madre Elisabetta Serena Ciserani, Superiora generale delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza – le Suore Guanelliane nel corso di una intensa celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Como mons. Oscar Cantoni.
Nata a San Colombano al Lambro (MI) nel 1947, Madre Serena ha vissuto mezzo secolo di vita religiosa seguendo i passi di don Luigi Guanella e della Beata Chiara Bosatta tra i poveri e i bisognosi in Italia e in Romania; eletta Superiora Generale nel 2010, ha portato la Congregazione in Amazzonia e in Africa, animata da un intenso spirito missionario, nonostante la pesante malattia che l’aveva colpita negli ultimi anni, da lei affrontata con grande dignità e forza.
È stata una cerimonia commovente, dove ogni parola, ogni gesto, ogni preghiera, ogni canto, aveva il respiro della fede in Cristo sposo, della speranza nel suo eterno abbraccio d’amore, del primato della carità operosa che Madre Serena aveva assunto come stile di vita. Così ha esordito mons. Cantoni: «“Vieni benedetta dal Padre mio!”, è l'invito che Cristo risorto, per mezzo della sua Chiesa, qui riunita in preghiera, rivolge oggi alla sua sposa, la nostra madre Serena, che Egli ha chiamato a sé, dopo mesi di purificazione. È il premio di una vita intera in cui Ella lo ha fedelmente seguito e riconosciuto, onorandolo e servendolo nei poveri, secondo la grande tradizione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza».
Ha continuato mons. Cantoni: «La carità operosa emerge solo quando si rinuncia a vivere per se stessi, alla ricerca di una autorealizzazione, per divenire puro frumento di Cristo, dopo essere però passati come sotto la macina tagliente di un mulino, ossia attraverso un esercizio continuo di umiliazione, che rende il cuore contrito e lascia emergere bontà e mitezza.

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Tempo di Quaresima.

Priorità della fede, primato della carità.

Come ogni dono di Dio, fede e carità riconducono all’azione dell’unico e medesimo Spirito Santo (cfr 1 Cor 13), quello Spirito che in noi grida «Abbà! Padre» (Gal 4,6), e che ci fa dire: «Gesù è il Signore!» (1 Cor 12,3) e «Maranatha!» (1 Cor 16,22; Ap 22,20). La fede, dono e risposta, ci fa conoscere la verità di Cristo come Amore incarnato e crocifisso, piena e perfetta adesione alla volontà del Padre e infinita misericordia divina verso il prossimo; la fede radica nel cuore e nella mente la ferma convinzione che proprio questo Amore è l’unica realtà vittoriosa sul male e sulla morte. La fede ci invita a guardare al futuro con la virtù della speranza, nell’attesa fiduciosa che la vittoria dell’amore di Cristo giunga alla sua pienezza.
Da parte sua, la carità ci fa entrare nell’amore di Dio manifestato in Cristo, ci fa aderire in modo personale ed esistenziale al donarsi totale e senza riserve di Gesù al Padre e ai fratelli. Infondendo in noi la carità, lo Spirito Santo ci rende partecipi della dedizione propria di Gesù: filiale verso Dio e fraterna verso ogni uomo.
ll rapporto che esiste tra queste due virtù è analogo a quello tra due Sacramenti fondamentali della Chiesa: il Battesimo e l’Eucaristia. Il Battesimo (Sacramentum fidei) precede l’Eucaristia (Sacramentum caritatis), ma è orientato ad essa, che costituisce la pienezza del cammino cristiano. In modo analogo, la fede precede la carità, ma si rivela genuina solo se è coronata da essa. Tutto parte dall’umile accoglienza della fede («il sapersi amati da Dio»), ma deve giungere alla verità della carità («il saper amare Dio e il prossimo»), che rimane per sempre, come compimento di tutte le virtù.
In questo tempo di Quaresima, in cui ci prepariamo a celebrare la Pasqua nella quale l’Amore di Dio ha redento il mondo e illuminato la storia, ci auguriamo ed impegniamo a vivere questo tempo ravvivando la fede in Gesù Cristo, per entrare nel suo stesso circuito di amore verso il Padre e verso ogni fratello e sorella.

La Comunità Religiosa

PRESEPE DEL SANTO NATALE

Vi aspettiamo numerosi dopo le funzioni religiose in Sala Arcobaleno (via Tommaso Grossi, 18 - Como), per visitare il Presepe creato e realizzato da Enrico e Mario.

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"Conviene sempre fare un po' di carità: un povero soccorre l'altro e Dio benedice" - San Luigi Guanella