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Area Pastorale

Luoghi Santi per la Settimana Santa - Il Calvario (360°).

Il Calvario sorge sopra la riproduzione dell’edicola del Santo Sepolcro. L’altare è sovrastato da un grande gruppo statuario policromo in gesso della Crocifissione, opera dello scultore milanese Antonio Rescaldini (1917), con Cristo in croce, ai suoi piedi Maria Maddalena e ai lati la madre Maria, il centurione Longino, Maria di Cleofa e l’apostolo Giovanni. Questo suggestivo complesso  si staglia contro la grande vetrata semicircolare retrostante policroma, che raffigura la città di Gerusalemme, con la luna a sinistra e il sole a destra, una pregevole opera della vetreria milanese Giovanni Beltrami e C. (1916), restaurata lo scorso anno grazie alla generosità dei fedeli del Santuario.


«”Io il vostro Salvatore che esaltato sulla croce al Calvario,
io, io ho vinta la morte e data a voi tutti la vita... Su, che temete?”»
(L. Guanella, Cinquanta ricordini delle Sante Missioni, 1887)

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Consolatevi, Cristo Gesù è risorto come l’ha detto. Accorrete tutti ad adorare Gesù e a dirgli: alleluia, alleluia!

«Siamo nella piena letizia del giorno di Pasqua. Oggi i nostri cuori esultano in tripudio di spirituale letizia, oggi la nostra mente si dimentica delle terrene cose per elevarsi alle celesti. Lo stesso nostro corpo par che sminuisca del suo peso per correre più veloce all’esultanza delle sacre solennità. Il cielo ci parla di gioia, la terra nel suo linguaggio accenna a letizia; tutto ci invita a rallegrare con dire: “Consolatevi, Cristo Gesù è risorto come l’ha detto. Accorrete tutti ad adorare Gesù e a dirgli: alleluia, alleluia! […] Rallegratevi sovrattutto voi, gementi e dispersi seguaci del divin Salvatore, rallegratevi: Gesù Cristo è risorto come ve l’ha predetto”»


(L. Guanella, O Padre! O Madre! Secondo corso di fervorini nelle feste del Signore e della beata Vergine, 1884)

3° Workshop internazionale di Canto Gospel “Gospel 4 Africa” - 2019

MILANO, 8 – 9 – 10 marzo 2019

Dopo il grande successo del 2013 e del 2015 con il grande concerto in Expo, nell’anno centenario della morte di San Luigi Guanella, il Coro GAP Gospel Always Positive ripropone la terza edizione del Workshop di Canto Gospel “Gospel 4 Africa”, questa volta nella capitale lombarda.
Il prestigioso progetto, coordinato dal direttore del Coro, il Maestro Carlo Rinaldi, propone una vera scuola di canto in tre giorni che darà la possibilità ai partecipanti di seguire le lezioni di importanti maestri e direttori e che porterà sulle nostre sponde grandi interpreti provenienti direttamente dall’America. Il Workshop, infatti, si avvarrà della partecipazione straordinaria del cantante e formatore gospel americano di origini haitiane Joel Polo jr, che, dopo essere scampato dalla morte da bambino, ha deciso di dedicare la sua vita a far conoscere l’amore di Dio anche attraverso la musica e il canto gospel.
Spiega il Maestro Rinaldi: «Con questa iniziativa vogliamo formare ancora una volta, nella meravigliosa cornice di Milano, un grande coro per vivere e condividere un’esperienza unica con artisti venuti direttamente dagli Stati Uniti d’America per insegnare e trasmettere il canto attraverso la musica Gospel. Il Workshop si contraddistingue per il carattere missionario e di accoglienza dell’esperienza che ogni partecipante potrà vivere. Le iscrizioni sono ancora aperte: invitiamo tutti a farne parte come coristi dall’8 al 10 Marzo oppure come pubblico nel concerto a Teatro il 9 Marzo. Prendendo spunto da Gusteau di “Ratatouille” mi piace dire: tutti possono cantare».

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Luoghi Santi per la Settimana Santa

In questa settimana Santa ci piace evidenziare come una delle caratteristiche più particolari del nostro Santuario del Sacro Cuore è quella di contenere la copia di alcuni dei luoghi Santi della Palestina, realizzati per espressa volontà di don Luigi Guanella in occasione dei lavori dell’ampliamento della chiesa nel 1913-1915. Il futuro Santo chiese all’architetto romano Aristide Leonori di riprodurre «il monumento benedetto del S. Sepolcro e del Calvario: e sarà altare di supplica al Cuor di Gesù per i bisogni della società cristiana, per la cessazione di tanti flagelli, per il ristabilimento della pace universale, per la prosperità del mondo», su modello di quanto aveva visto nel Santuario del Santo Sepolcro a Washington, in occasione del suo viaggio in America.
Nel maggio 1915 Leonori cominciò a riprodurre, sulla parete di fondo della chiesa ampliata, il Calvario nella parte superiore e l’edicola del Santo Sepolcro in quella inferiore, collegate da due scale laterali. Il progetto originale prevedeva anche la riproduzione della grotta di Betlemme e di quella di Nazareth nelle due braccia del transetto, ma queste non furono mai realizzate per l’inizio della guerra e la sopraggiunta morte di don Guanella. Ogni giorno del triduo pasquale evidenzieremo uno dei tre monumenti, con un breve spunto di meditazione tratto dagli scritti di don Guanella.

SCALA “SANTA”
La scala destra che porta al Calvario destra fu solennemente benedetta il 18 marzo 1923 da mons. Aurelio Bacciarini, Amministratore Apostolico di Lugano e ottenne gli stessi privilegi e indulgenze della “Scala Santa” conservata a Roma nel Santuario omonimo accanto alla Basilica di S. Giovanni in Laterano, che secondo la tradizione sarebbe quella percorsa da Gesù nel pretorio di Pilato a Gerusalemme.
Questa scala racchiude in sé non tanto un valore storico (tale importanza è attribuibile solo a quella di Roma), ma piuttosto un significato devozionale. Anche la scala di Como viene infatti salita in ginocchio in segno di penitenza e di adorazione.


«[I fedeli] salgono la scala santa, che fatta a ginocchi è opera di dura penitenza»
(L. Guanella, Visita ad un personaggio illustre. San Girolamo Emiliani nel suo eremo di Somasca, 1882)


CALVARIO
Il Calvario sorge sopra la riproduzione dell’edicola del Santo Sepolcro. L’altare è sovrastato da un grande gruppo statuario policromo in gesso della Crocifissione, opera dello scultore milanese Antonio Rescaldini (1917), con Cristo in croce, ai suoi piedi Maria Maddalena e ai lati la madre Maria, il centurione Longino, Maria di Cleofa e l’apostolo Giovanni. Questo suggestivo complesso  si staglia contro la grande vetrata semicircolare retrostante policroma, che raffigura la città di Gerusalemme, con la luna a sinistra e il sole a destra, una pregevole opera della vetreria milanese Giovanni Beltrami e C. (1916), restaurata lo scorso anno grazie alla generosità dei fedeli del Santuario.


«”Io il vostro Salvatore che esaltato sulla croce al Calvario,
io, io ho vinta la morte e data a voi tutti la vita... Su, che temete?”»
(L. Guanella, Cinquanta ricordini delle Sante Missioni, 1887)


EDICOLA DEL SANTO SEPOLCRO
Sotto il Calvario è stata realizzata la riproduzione dell’edicola del Santo Sepolcro, copia fedele di quella originale a Gerusalemme. Presenta un basso ingresso arcuato sopra il quale un bassorilievo raffigura la Risurrezione; oltre il vestibolo, uno stretto ingresso, ancora più basso, immette in un altro piccolo ambiente, il Sepolcro vero e proprio, con il soffitto che ricorda una grotta.


«Su quel sepolcro non è scritto il qui giace, ma è scritto: “È risorto, è risorto!”.
E noi risorgeremo con Gesù»
(L. Guanella, Alle Figlie di Santa Maria della Provvidenza nell’opera degli asili, 1913)

130 ANNI DALL’INIZIO DELLA CUSTODIA DELL’EUCARISTIA NELLA CASA DIVINA PROVVIDENZA

Il 2 febbraio 1889, festa della Presentazione di Gesù, dopo aver ottenuto la necessaria autorizzazione dal Papa, don Guanella poté finalmente inaugurare la custodia permanente dell’Eucaristia nella cappella interna della “Piccola Casa della Divina Provvidenza”. Fu una bella festa, che don Guanella stesso volle aprire agli amici, ai benefattori, ai comaschi; una festa colma di gratitudine per la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia in mezzo ai suoi poveri. Così egli stesso ricordava: «Quando poi giunse il privilegio pontificio di tenervi il Santissimo Sacramento, la gioia fu grande e le speranze si rianimarono in tutti».

Per ricordare il centotrentesimo anniversario di questo avvenimento, durante il mese di febbraio sarà esposta in Museo una lettera di don Guanella al Vicario Capitolare delegato, mons. Vincenzo Barelli (2 giugno 1888), in cui chiedeva di appoggiare presso il Papa la sua richiesta di conservare l’Eucaristia nella Piccola Casa, perché «sarà di aiuto agli infermi, di conforto a tutti questi ricoverati».

Il Museo è visitabile previo accordo con don Davide Patuelli, tel. 031.296762; 348.0806209.

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