+39 031 296 768 info@guanellacomo.it

Italian English French German Portuguese Spanish

Al riparo dai furti - Casa Divina Provvidenza di Oran

Muro di mattoni alto 2,5 mt. con colonne (ogni 4 metri) e basamento in cemeto armato.
Totale 600 metri per un costo complessivo di € 26.355,
Al mt € 43.

Cosa c'è da rubare alla Casa Divina Provvidenza di Oran (Salta- Argentina)?

Niente, dice don Gabriele Mortin , per il contesto di povertà in cui si vive: ma non è così per alcuni individui, probabilmente alienati dalla disperazione, dalla droga, dal vizio, dalla delinquenza. Tutto ciò che è asportabile è oggetto di furto... a qualcuno potrà servire! Questo crea ansietà e soprattutto insicurezza. La mancanza di sicurezza pregiudica la progettualità del Techo Fraterno, ove sono ospitati al mattino50 ragazzini le cui famiglie sono in gravi necessità, una dozzina di giovani con la sindrome di Down per tre pomeriggi alla settimana, e uno studio per dar sostegno ad anziani (una quindicina) in particolare stato di abbandono e di isolamento. Chi in Maps-internet, cercasse Oran (Salta -Argentina), Arenales 2108 per vedere la collocazione della Casa Divina Provvidenza – Techo Fraterno, rimane colpito dal fatto che la proprietà ( tre ettari) è immersa nel verde cupo della boscaglia; una boscaglia selvaggia che alberga al suo interno animali selvatici, una boscaglia impenetrabile per chi si muove a cavallo o con mezzi di trasporto... ma non tanto impenetrabile per chi, a piedi, sa utilizzare il macete. Le persone del “campo” sanno utilizzare il macete con maestria e in ogni situazione; lo portano sempre con s sé per tagliare erbacce, arbusti, rami, nonché per abbattere tronchi con colpi ben assestati. Ma, come tutte le cose, una abilità puo' essere utilizzata anche per fini non onesti, aprire varchi per perpetrare furti, al riparo delle tenebre.

Cosa c'è da rubare alla Casa Divina Provvidenza di Oran?

Tutto e niente. C'è poco di appetibile in un contesto di povertà, come la nostra Casa, ma a quanto pare non è così per alcune categorie di persone, vuoi per disperazione, vuoi per droga, vuoi per vizio, vuoi per tradizione familiare. Mi ha sempre colpito il fatto che anche le bislacche baracche in legno della periferia, siano accuratamente attorniate da staccionate di protezione, come il fatto che i mille negozietti collocati nei crocevia delle strade delle periferie, servono il cliente attraverso barre di ferro ben fissate. Sembra che tutto ciò che è asportabile diventi oggetto di furto: l'oggetto a qualcuno può interessare! Il raccolto del “choclo”, il raccolto del maiz...può avere come giustificazione la fame, ma non il furto di porte, finestre, sedie, attrezzi di campagna, attrezzi di pulizia, canne di irrigazione, tank per l'acqua con pompa al seguito... Tutto questo crea ansietà e insicurezza, oltre che difficoltà a riparare i danni, in un contesto in cui tutte le risorse sono orientate a remunerare il personale e agli alimenti. L'area della proprietà annessa alla casa è protetta da rete metallica, ma facilmente superabile in alcuni punti, perchè vecchia, perchè la vegetazione rigogliosa la invade, perchè gli animali la rendono vulnerabile. Disponiamo di ben cinque cani, ma si corrompono facilmente davanti a qualche osso spolpato. Abbiamo sperimentato turni di guardia, ma dopo alcune settimane vengono meno la costanza e le forze. Abbiamo rinforzato le chiusure delle porte esterne, ma non è stato sufficiente.Da qui l'esigenza di una protezione sufficientemente sicura, crediamo lo sia un muro di cinta...ma è una soluzione onerosa, fuori delle nostre possibilità. Per un centinaio di metri la muraglia è già stata eseguita...ma ne mancano altri 600 metri a completare l'insieme. La mancanza di sicurezza pregiudica la progettualità del Techo Fraterno, la pone in situazione di precarietà e affanno. Grazie all'aiuto di benefattori e dell'Asci siamo in grado di aiutare quotidianamente una cinquantina di ragazzi le cui famiglie sono in gravi difficoltà economiche; assistiamo una dozzina di giovani con la sindrome di Down ; stiamo studiando di attuare un sostegno a una quindicina di anziani che vivono in particolare isolamento e abbandono. Per essere in grado di sostenere i costi di tali iniziative dobbiamo integrare le entrate con prodotti della campagna difendendone i prodotti, come anche attivando l'allevamento di animali da cortile, un investimento tutto da salvaguardare.

Ritengo che il PROGETTO 18“Al riparo da furti - un muro di cinta per operare in sicurezza-”, sia di fatto prioritario e che meriti la attenzione di quanti hanno a cuore, tra i poveri , i più indifesi, di cui l'attività missionaria guanelliana e caritativa di Oran si fa carico. La Casa di Oran porta il medesimo nome della Casa Madre di Como, “Casa Divina Provvidenza”: non è un “caso”, non lo deve essere! Il fatto che la rivista “la divina Provvidenza” di Como si prenda a cuore di essa esprime, più che un gemellaggio, una logica di promozione della cultura della carità, che, come insegna don Guanella, non conosce barriere e distanze. La sensibilità di quanti leggono il periodico ” la divina Provvidenza” saprà fare il resto, inserendosi con un gesto di donazione gratuito in questo cammino missionario fatto di fede e di attenzione ai bisognosi.

Aiuta l'Opera Don Guanella Como a fare del bene Il tuo contributo economico è prezioso!

"Conviene sempre fare un po' di carità: un povero soccorre l'altro e Dio benedice" - San Luigi Guanella